Tavole D’estate

Viaggio in Dalmazia e isola di Vis.

La partenza per la Dalmazia (la lunga costiera della Croazia) era cominciata con qualche problema.
Abbiamo dimenticato a casa il frigo portatile e così dopo qualche chilometro, con le imprecazioni di Lucio, siamo tornati a casa.
Ho dovuto poi fare una puntata in ufficio per una riunione inderogabile.
Lucio è rimasto in macchina a leggere il giornale a custodia di tutti i bagagli, risparmio i suoi commenti su questa deviazione rispetto alla nostra meta che per il primo giorno di vacanza era Zara (Zadar). Anzi per precisione Punta Skala.
Eravamo stati a Zara tanti anni fa, tappa per andare all’isola di Brac.

Ho scelto con cura questa prima sosta di due giorni per darci modo di rilassarci, dopo un lungo periodo di stress, in un Hotel benessere.
Abbiamo scoperto che il Centro turistico molto avveniristico risulta essere legato all’Italia sia per i proprietari, che nonostante il nome tedesco sono Italiani dell’Alto Adige, sia per il progettista, l’architetto Boris Podrecca nato a Belgrado cresciuto a Trieste con studio a Vienna e residente a Pirano

Prima di dirigersi verso l’albergo, abbiamo voluto rivisitare la città per verificare se il processo di modernizzazione che ha investito questo paese dopo la guerra del 1992 contro la Serbia, ha portato segni positivi anche qui.
Effettivamente tutto è cambiato. I monumenti che parlano della storia Italiana dai romani ai veneziani, sono tutti ripuliti e mantenuti al meglio. Negozi, caffè, ristoranti sfoggiano arredi e proposte nuove.

Dopo un aperitivo analcolico per me è un “mojito” con un eccellente profumo di menta per Lucio siamo andati a cena al ristorante” Fosa,” meritatamente consigliatoci da una gentile signorina che gestisce un negozio d’arte in centro. Siamo stati subito sorpresi, al posto del menù su carta ci hanno portato un “I Pad” con schermata di tante bandiere. In questo modo ognuno può scegliere la propria lingua e consultare con facilità i piatti proposti.
Seduti in una bella cornice in riva al mare abbiamo mangiato un’ottima insalata di “granseola” il tipico grande granchio dell’Adriatico.

Poichè per questa prima serata volevamo viziarci alla grande ci siamo concessi anche un ottimo dessert alla carruba con salsa di caffè. La foto di questo non la pubblico perché non rende l’idea della sua bontà.
La permanenza nel complesso turistico di Punta Skala ci ha consentito di gustare i piatti che molto curati e leggeri.

Dopo due notti abbiamo ripreso il nostro viaggio verso Vis.
La destinazione per questo giorno è stata Spalato (Split).
Sulla strada ci siamo fermati a Trogir.
Il paese, piccola penisola in una baia costellata di varie isole è veramente carino.
Quel giorno c’era una manifestazione in costumi medioevali. Il castello del Camerlengo penso sia stato utilizzato dalla “Lego” come prototipo, perché nel vederlo mi sono venute in mente le costruzioni che Andrea faceva spesso con i Lego. Nel complesso il paese è un gioiello medioevale ben tenuto e curato.

La giornata era caldissima così ci siamo fermati in una trattoria (konoba) in una piccola corte in mezzo ad un vicolo. Il luogo era ombroso e invitante e il suo nome “Mirakul” (allo stesso modo in cui i friulani dicono la parola miracolo) dava speranza.
Abbiamo mangiato una semplice insalata di polpo e scampi con vino bianco e prezzemolo.
Molto semplici e buoni.


Nel pomeriggio siamo arrivati a Spalato e abbiamo alloggiato in una camera con angolo cottura che guarda alla passeggiata sul porto.
In quasi tutta la Croazia sono diffuse queste sistemazioni private molto curate.
L’unico problema è che non accettano pagamenti con carta di credito e questo fa “molto arrabbiare Lucio” che pagherebbe anche il caffè con la carta.
Spalato è una città di mare molto animata. Da questo porto partono la maggior parte dei traghetti e catamarani per le isole della Dalmazia (un movimento di 8 milioni di persone l’anno).
Passeggiare alla sera sul lungomare molto elegante, grazie ad un bel intervento di architettura del paesaggio, è un piacere per gli occhi e per lo spirito. Ricco di caffè, ristoranti e bancarelle offre l’opportunità di incontrare molti giovani provenienti da tutto il mondo.
Giovedì 12 giugno c’era la partita di apertura dei mondiali di calcio.
Giocavano il Brasile e la Croazia.
Lucio ha voluto fermarsi sul lungomare dove avevano allestito tanti schermi giganti per l’evento. La Croazia ha perso ma l’entusiasmo dei Croati per sostenere la squadra è stato il vero spettacolo. A cena ci siamo accontentati di un gelato allo iogurt con amarene tipiche di questa zona, molto buono.
Venerdì 13 giugno finalmente dopo due ore e 20 minuti di traghetto siamo arrivati all’isola di Vis.
La nostra sistemazione prevedeva di vivere il vero spirito dell’isola in un piccolo monolocale con angolo cottura, in un edificio in pietra del 1400 nel centro storico del villaggio di Komiza.

Il restauro di questo edificio è stato realizzato con molta cura quindi ci siamo sistemati bene nonostante i due piani di una scala alla marinara ripida e scomoda.
Komiza, nonostante i suoi pochi abitanti, ha varie offerte di generi alimentari, nonché un piccolo mercato giornaliero di prodotti locali, una pescheria, una pasticceria ed un forno.
Fin dal secondo giorno abbiamo capito che per avere scelta di prodotti bisognava svegliarsi presto, alle 5/6 del mattino gli abitanti già si muovono nelle strette stradine interdette alle macchine.
Nella pescheria per scegliere bisogna arrivare prima delle 7, poi si trova ció che rimane.
Questa pescheria è gestita direttamente dai pescatori. Il più anziano appena fuori il piccolo edificio che dà su una caletta dove sono tirate a secco le barche, ti pulisce il pesce per 10/15 kune (poco più di un euro).

Ho deciso di sperimentare la cottura del pesce nel modo più semplice possibile tenendo conto che gli strumenti a disposizione erano minimi e mancava il forno.
Le ricette che ho sperimentato le trovate pubblicate nel ricettario del Blog e hanno accanto al titolo la parola VIS.
Abbiamo anche scoperto la piccola pasticceria “Cukar” che realizza dolci deliziosi con mandorle, nocciole, arance, farina di carrube e altri elementi che si trovano sull’isola come fichi e limoni.

Abbiamo provato i crostoli tipo quelli che facciamo in Italia per carnevale. Erano deliziosi sottilissimi e aromatizzati di anice, almeno così mi sembrava.

La signora della pasticceria visto il mio interesse per i suoi prodotti mi ha spiegato che l’aroma è dato da un mix di rum, limoncello e anice.

Durante il nostro soggiorno sull’isola, il tempo non è stato molto bello, pertanto la ricerca del cibo rappresentava la principale occupazione della mattinata.
Subito dopo aver fatto colazione ci incamminavamo sul porticciolo dove ci attendeva la prima tappa, il Caffè Riva con i krapfen. In questo Bar sono speciali fatti in casa tutti i giorni.
Ne confezionano un solo vassoio per cui chi arriva dopo le 9 non ne trova. Il Bar è frequentato dagli isolani che conoscono la bontà di questo semplice prodotto.
Procurarsi giornalmente gli ingredienti per cucinare sembra comunque essere l’impegno principale di tutti quelli che girano per il porticciolo, lo si capisce dal fatto che tutti hanno piccole borse con all’interno poca quantità di prodotto.
Quello che si mette in tavola dipende da ciò che si trova. In questo modo si è certi che è sempre tutto fresco.
In quest’isola ho capito di conoscere una minima parte del mondo dei pesci.
Purtroppo la grande distribuzione e la pescicoltura (allevamenti intensivi) hanno fatto perdere la conoscenza della ricchezza di varietà che ha il nostro mare. Le acque intorno all’isola di Vis sono molto pescose e guardando le cassette piene di pesci a me sconosciuti, ho capito quanto contatto abbiamo perso con la natura e le sue potenzialità.
Un altro elemento riguarda la stagionalità. La pesca naturale ha per ogni stagione le sue varietà.


Ho anche scoperto che la Comunità Europea incentiva con contributi i pescatori affinché seguano i cicli naturali di riproduzione dei pesci.
L’isola di Vis è molto affascinante, le case in pietra hanno orti -giardino con limoni, arance e buganvillea. Le zone pianeggianti interne sono coltivate a vite ed ulivi.

Il “Pavlac”, rosso vitigno del luogo, è il padre dello Zinfandel californiano. Infatti molti abitanti di quest’isola sono emigrati in America e la loro comunità più grande si trova proprio a Los Angeles.
L’isola di Vis non è solo cibo è soprattutto un mare splendido, acque calme e trasparenti dove nuotare è veramente tonificante. Il tutto ispira un senso di pace e armonia.

Dopo 7 giorni il nostro viaggio è proseguito per la riviera di Makarska. La prima tappa è stata Omis. Qui il fiume Celine (non proprio come quello che scende da Barcis ) forma un “Canyon” che si apre sul mare. E’ un posto molto strano ed affascinante un tempo covo dei corsari.
Abbiamo proseguito verso Ploce per prendere il traghetto diretto a Trpanj nella penisola di Peljesac dove abbiamo dormito ad Orebic, di fronte all’isola di Korcula la nostra metà finale.
Quando abbiamo attraversato la penisola per arrivare ad Orebic si è aperto uno scenario bellissimo, un mare blu con numerose isolette sparse qua è là.

Orebic è un paesino interessante con tante ville antiche del settecento costruite da capitani di lungo corso che comandavano grandi vascelli. Ogni villa è attorniata da muri a secco che nascondono giardini lussureggianti.
Qui abbiamo trovato due sorprese. Una nel nostro albergo, una vecchia villa ristrutturata molto bene con le finestre affacciate sull’isola di Korcula ed una cucina di pesce alla vecchia maniera dei paesi di mare della ex Jugoslavia.

L’altra un piccolo caffè pasticceria gestito da due ragazze molto carine e gentili. La pasticceria con un nome italiano “Croccantino” è un mix di francese, italiano e americano, molto curata e raffinata. Il grembiulino in “sangallo” di una delle due ragazze era un vero “bon bon”.

Abbiamo assaporato un’ottima torta al cioccolato e biscotti tradizionali del luogo.

Siamo infine arrivati all’isola di Korcula.
Abbiamo alloggiato in un Albergo degli anni 70 in una posizione splendida, con un affaccio sulla città di Korcula e la penisola di Peljesac.

Questo piccolo borgo, che ricorda in miniatura la citta di Dubrovnik, è molto ben conservato con una grande presenza dei turisti.
Girovagando per l’isola abbiamo trovato una piccola cala (Hotel Feral) con un’acqua che come vedete non ha bisogno di commenti.

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