Riprendiamoci la Vita

Articolo pubblicato nel numero 5, maggio 2010 della rivista mensile “Fuoco Lento

Un nuovo approccio all’alimentazione nella quotidianità per integrare i percorsi terapeutici e aiutare a star bene come “persona intera”.
A Lignano, dove si svolgerà dal 14 al 16 maggio p.v. il nostro week-end di salute, considerando la stagione e il luogo, il menù sarà caratterizzato dalla presenza di un ortaggio “magico” che rappresenta anche simbolicamente la voglia di “crescere” e di uscire allo scoperto: l’asparago.


Nel progetto “bello, buono, sano, semplice” – che sempre accompagna i nostri week-end di salute – è fondamentale considerare gli alimenti con rispetto: questo rispetto si traduce nella stagionalità e nella promozione dei prodotti del luogo in cui ci troviamo.
I mesi di aprile e maggio sono i più propizi per questo ortaggio e l’entroterra di Lignano ha un terreno adatto alla produzione dell’asparago. La storia di questo ortaggio sembra risalire a 2000 anni a.C. e alcune ricerche lo vedono provenire dalla zona del delta dei fiumi Tigri ed Eufrate dove nasceva spontaneamente. Nel primo trattato di cucina friulana – scritto dal cividalese Platina nel 1480 – gli asparagi “eliminano il gonfiore dello stomaco, fanno brillare gli occhi, giovano contro il mal di petto e di schiena e sono molto diuretici…”.
Oggi con le conoscenze che possediamo possiamo dire che l’asparago è ricco di sali minerali, di vitamine del gruppo A, B, C; sono inoltre presenti fosforo e ferro. Dalle radici si ricavano sostanze medicinali utili per il cuore mentre l’amminoacido ASPARAGINA funge da depuratore sanguineo.
Va ricordato che due donne bellissime della storia dell’umanità sembra lo apprezzassero molto; la regina egiziana Nefertiti e la principessa “Sissi” (Elisabetta d’Austria). La corte degli Asburgo, sembra venisse fornita quotidianamente via treno degli asparagi coltivati nel Goriziano, tanto da entrare nell’elenco dei prodotti pregiati che facevano parte del “Trattato di Cormons” del 1866.
L’asparago va consumato il più fresco possibile. La filosofia dell’acquisto a km 0 permette di gustarlo al massimo delle sue potenzialità quando è ancora turgido per la presenza di una grande quantità d’acqua che perde con il passare delle ore aumentando vieppiù anche il gusto amarognolo.

 

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