Il Vulcano

C’era una volta un piccolo paesino con le case bianche.
Le casette guardavano il mare blù, ma alle spalle avevano un grande e imponente vulcano.
A guardare da lontano questo luogo sembrava che un gigante avesse perso da suo tascapane le piccole case e così casualmente fossero finite lì.
In una di queste casette abitava Antonio, un vecchietto con barba e capelli bianchi.
Era un uomo molto buono e amato da tutti. Non aveva nessuno della sua famiglia vicino a sé, quindi gli abitanti del paesino erano la sua famiglia.
La sua casetta era la più vicina alla cima del vulcano. Lui aveva un grande timore di questa montagna con un grande buco alla sommità.
Ogni sera prima di addormentarsi la guardava dalla finestra e pregava il Buon Dino che il Vulcano dormisse così che tutti i bambini del paese potessero continuare a correre su quel monte felici.

Una notte, un grande boato svegliò il paese, tutti corsero fuori dalle case a guardare la cima del vulcano. Antonio si svegliò ma non corse fuori, rimase in casa a pregare.
Ben presto il Vulcano cominciò ad eruttare una sostanza rosso fuoco. Gli abitanti si chiamavano a gran voce e chiamavano Antonio. Scappiamo, scappiamo gridavano tutti.
I lapilli di lava ben presto raggiunsero il paese e colpirono le persone che stavano scappando.
Ma……….ciò che colpiva gli abitanti del paese non era una sostanza rovente ma una salsa tiepida rossa e saporita. Nello stupore generale non era lava ma salsa di pomodoro. E’ pomodoro allora gridarono e subito entrarono nelle case a prendere secchi, boccali e contenitori per raccogliere quella delizia. Antonio immerso nella preghiera non si era accorto che il paese era salvo e che le sue preghiere erano state esaudite. Ben presto il vociare della gente la musica e i canti lo costrinsero ad uscire e la sua sorpresa fu grande quando vide che il rivolo che scendeva ormai calmo dal monte non era lava ma saporito sugo di pomodoro.
Tutti si riunirono sulla piazza e li per lì decisero che d’ora in avanti il Simbolo del paese sarebbe stato un Vulcano con tanti pomodori rossi.

Quando mio figlio era piccolo, non dimostrava alcun interesse per il cibo. Tutte le sue energie e pensieri erano dedicati al gioco. Così io cercavo di inventarmi sempre nuove soluzioni per creare in lui un po’ di curiosità per il cibo. Credo infatti che solo la curiosità motivi certi bambini ad avvicinarsi al cibo specie quando lo stimolo della fame non è presente. Utilizzavo molto le storie e presentavo i piatti come se passero parte della fiaba narrata.
Quando mia cugina Stefania mi ha proposto di lavorare a qualche favola da abbinare al cibo mi è stato facile recuperare dall’archivio della mia memoria le storie di quel periodo.
Questo piatto contiene tutto ciò che serve per un pasto completo.

VULCANO
Preparazione: 10 minuti | Cottura: seguire i tempi previsti per il tipo di riso e indicati nella confezione

1 per un bambino

50 gr. di riso integrale balilla (va bene qualunque tipo di riso anche non integrale)
1 cubetto di spinaci surgelati
1 cucchiaio di parmigiano reggiano
5 gr. di burro
1 cucchiaio di salsa di pomodoro
1 cucchiaino di granulato per brodo vegetale
1/2 litro di acqua

  1. Mettere a bollire l’acqua con il granulato, quando bolle aggiunge il riso e continuare la cottura per il tempo descritto nella confezione.
  2. Mettere il cubetto di spinaci in una padella con poca acqua bollente e continuare la cottura fino al completo scongelamento. Scolare e strizzare gli spinaci.
  3. Quando il riso è cotto, scolarlo dall’acqua, condirlo con il burro e il parmigiano.
  4. Dividere il riso in due parti. In una aggiungere gli spinaci e mescolare bene.
  5. Disporre il riso su un piatto mettendo alla base quello con gli spinaci e sopra quello bianco. Dare la forma di un piccolo vulcano dal quale scende la salsa di pomodoro.

 

 

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