Zuppe

Vellutata di Ceci

Questa vellutata di ceci è una ricetta di Stefania.
Ho avuto modo di assaggiarla a casa sua in una versione alla quale aveva aggiunto delle magnifiche code di gambero argentine.
I ceci sono legumi molto antichi, si dice che il nome Cicerone, antico e famoso romano, derivasse da una protuberanza che aveva sul naso a forma di cece, in latino “cicer”.
In tutta l’area mediterranea vengono largamente utilizzati e in alcuni paesi sono la base dell’alimentazione. In Italia si utilizzano nelle zuppe, abbinati alla pasta o come farina.
Celebre e buonissima è una specie di pizza ligure chiamata “farinata”.
Questi cereali sono di grande aiuto per il sistema cardio circolatorio, per abbassare il colesterolo.
Ricchi di proteine, fibre e sali minerali fra cui magnesio e potassio, non contengono glutine.
La ricetta che vi presentiamo è accompagnata da stelline di pasta sfoglia ma possono andare bene anche semplici crostini.
È un modo ideale per iniziare il pranzo di Natale.

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Zuppa di Ceci e Finocchio

Questa zuppa è una ricetta che da molto tempo utilizza mia sorella.
Nel mio orto quest’anno i finocchi sono particolarmente belli e dolci.
Ho così pensato di realizzare questa zuppa con l’utilizzo della pentola a pressione.
La pentola a pressione non l’avevo mai utilizzata e da giovane avevo anche regalato quella ricevuta per il mio matrimonio.
Recentemente la ditta Mori, mi ha fornito una sua pentola a pressione che è molto particolare perché il coperchio che garantisce la pressione si può utilizzare su tutta la gamma delle sue pentole. Così anche una casseruola può diventare pentola a pressione. Ho scoperto che fare una zuppa di legumi è molto veloce e il gusto è ottimo.


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Crema ai Due Sedani

La prima volta che ho assaporato una vellutata di sedano bianco è stato 30 anni fa
In una famiglia di Udine. Avevano preparato questo piatto che mi rimase impresso per il sapore deciso e delicato insieme. Non avevo osato chiedere la ricetta perché all’epoca si pensava fosse maleducato chiedere le ricette dei piatti assaporati durante un invito.
In un viaggio negli Stati Uniti avevo poi apprezzato il sedano nell’insalata “waldorf astoria” a base di sedano, mela e noci.
Negli anni 90 si sono diffuse le centrifughe di verdura e frutta e anche qui il sedano ha dato un tocco saporito e originale alle varie misture.
Nella mia famiglia il sedano aveva sempre avuto il ruolo di semplice aroma nel brodo, nei sughi. Solo in inverno, quando non c’erano verdure fresche si mangiava il sedano rapa lesso in insalata.
Quando ho iniziato a conoscerne le sue propietà (vedi artico nella sezione consigli per gli acquisti) è diventato un elemento importante nella mia cucina invernale.

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Passatelli di Zucca al Cren

Questa ricetta è stata realizzata da mia sorella Flavia lo scorso Natale ed è piaciuta a tutta la famiglia.
Ai componenti tradizionali dei passatelli, un classico della cucina regionale dell’Emilia Romagna, sono stati aggiunti due ingredienti tipici dell’inverno, la zucca e la radice di rafano (cren). Ingredienti che alleggeriscono molto la preparazione.
Per un risultato ottimo è necessario utilizzare un buon brodo, possibilmente di tacchino, ma sarà saporito anche un brodo vegetale.

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Crema di Zucchine e Menta

Chi ha un orto sa che spesso capita di dimenticare qualche zucchina che è cresciuta sotto una foglia. In questo caso si raccoglie un ortaggio di grandi dimensioni poco adatto ad essere consumato nei modi tradizionali.
Questo principio vale anche quando al supermercato si trovano zucchine molto grosse.
In questi giorni ho sperimentato questa ricetta nella quale si possono utilizzare anche i maxi zucchini. Adatta ad un clima “bollente” come quello di questi giorni in Italia.
E’ veloce e fresca.


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Zuppa Cremosa di Carciofi

Questa zuppa potrebbe essere l’ideale per la Cena del Giorno di Pasqua.
Un modo leggero di concludere la giornata dopo il pranzo di festa.
Il gusto è raffinato e può essere servita anche se ci sono ospiti.
Se trovate la mentuccia potete aggiungere qualche fogliolina assieme al prezzemolo.


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Zuff

La ricetta che descrivo è un classico delle campagne del Friuli.
Un tempo le zucche venivano seminate tra i filari delle piante di mais. La loro coltivazione, iniziata contemporaneamente dopo la scoperta dell’America, integrava felicemente lo sfruttamento del campo, giungendo a maturazione nello stesso periodo.
Le zucche in consociazione con gli stessi filari del mais erano rotonde, piccole e verde scuro. Si maturavano con una polpa gialla tendente all’arancione molto farinosa e dolce.
Con queste premesse penso sia stato facile pensare di abbinare i due prodotti e creare il “zuff”.
Questa crema che ha la consistenza di una polentina, veniva nella mia famiglia consumata per la colazione. Era un modo per preparare gli uomini al lavoro nei campi con qualcosa di caldo e dolce in particolare con l’inizio dei primi freddi.

Mio padre amava moltissimo il “zuff” che mia nonna preparava quasi ogni mattina a partire da novembre e sino a quando trovava zucche nel magazzino vicino alla stalla. Lo mangiava bollente accompagnato da un mestolo di latte appena munto.
A ogni colazione il primo cucchiaio lo assaporava lentamente per gustarne tutta la fragranza allo stesso modo che i sommeliers usano per definire il vino. Poi commentava la dolcezza della zucca e i retrogusti che potevano essere di castagna (a suo giudizio la migliore) o di mandorla. Se il retrogusto era di cetriolo la zucca non era buona.
Leggeva in quel semplice piatto la correttezza del suo lavoro, se aveva sparso il concime giusto, se aveva irrigato al momento opportuno e ricavava indicazioni per l’annata agraria successiva.

Io non amavo molto questa polentina, la trovavo troppo saziante.
La scorsa settimana ho avuto desiderio di farla assaggiare a mio figlio e Colleen, per portarli a conoscenza di una preparazione ormai dimenticata nel tempo.
L’esperienza e stata positiva. È un piatto molto povero e saziante che può tornare utile in tempi “magri”.
Per la sua morbidezza il piatto è adatto sia ai bambini che agli anziani.
Se vi avanza un po’ di preparazione, la potete gustare fredda il giorno dopo accompagnata da latte bollente.


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“Piarsolade” Zuppa Fredda di Pesche

Il profumo della “piarsolade” mi attira molto anche se normalmente non bevo vino.
Questa zuppa fredda di pesche si può fare con il vino bianco o con quello rosso.
Se utilizzate quello rosso il sapore finale è quello della “Sangria”.
È una preparazione antica che ci dimostra come con pochi ingredienti di stagione si possono fare cose gustose che danno “un momento di felicità”.
Può sostituire il dessert in una calda giornata estiva.

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